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sabato 9 febbraio 2008

[VIDEO] The Cult - Rain



Ecco una canzone (assieme al relativo album,"love" ) che mi ha accompagnato per un periodo dolce/amaro (più amaro che dolce,a dire la verità) della mia adolescenza...scoprii il disco e la band quasi per caso,me lo consigliò una commessa bionda e carina di un negozio di dischi.Pian piano mi feci conquistare dalle atmosfere a metà fra il dark e la psichedelia che caratterizzavano l'album e raffiguravano bene le mie malinconie e paturnie (leggi: seghe mentali) adolescenziali.
Solo anni dopo scoprii l'amara verità sui Cult: i quattro darkettoni che amavano la pioggia ed erano tutti presi dagli spiriti degli antichi indiani e da storie di oscuri viandanti erano in realtà quattro amabilissime facce da culo,pronti al cambiamento più radicale al minimo soffio di vento: partiti con scarso successo come gruppo punk col nome di Souther Death Cult,cambiarono attitudine e nome rinominandosi Cult e dandosi ad atmosfere oscure e lisergiche.Appena però la moda del dark spari',si reinventarono come solare ed energica band rock di forte ispirazione ac/dciana per poi infine riciclarsi come band di alternativi/ribelli/incazzati/depressi con l'ondata grunge.Quest'ultimo passaggio però fu un fiasco clamoroso sia dal punto di vista artistico chee commerciale e segnò la parola "fine" per la band.So che recentemente hanno fatto una reunion e pubblicato alcuni dischi però non ho idea del loro valore.
Nonostante la coerenza degna di un parlamentare di FI,UDC,AN e compagnia (anche se forse sarebbe più appropriato dire "cosca") bella però,la musica (buona) rimane.E cosi' i ricordi...

[VIDEO] Wildside


Wildside - Hang on Lucy


Wildside - How many lies

Ecco a voi una delle tante grandi band street/sleaze metal annichilite sul nascere dal ciclone grunge: i Wildside.
Come voi stessi potete sentire,il sound è a metà fra Guns n' Roses (specialmente per la voce) e Motley Crue;la musica è composta dalle solite,ruffiane ma irresistibili grandi melodie,chitarre urlanti (in questo caso a metà fra Zakk Wylde e Paul Gilbert),batteria e basso tonanti e voce roca e potente.Dopo il debut under the influence nel 1992 la band pubblicherà solo un altro disco nel 1995,l'omonimo wildside,che scimmiotta malamente il grunge.La band si scioglie: il chitarrista Brent Woods va a suonare con Vince Neil (nel brutto carved in stone),il cantante Drew Hannah si dà al porno e nel 2002 ironicamente vince pure un premio per la miglior colonna sonora in un film per adulti.Gli altri spariscono nelle nebbie losangeline.Nel 2004 esce una raccolta di inediti (tra i quali spicca una bella cover dell'inedito dei Guns n Roses crash diet) e live,the wasted years.Poi il nulla.
Le tematiche trattate sono sempre le solite: sesso,droga,macchine veloci,la vita sul sunset strip,ballate strappalacrime che oscillano tra "sei l'amore della mia vita baby" e "perchè mi hai lasciato,brutta troia".Ma questo è uno dei motivi per i quali amo lo street,musica suonata da scimmie rabbiose e ubriache che cantano di whiskey,pistole,rose e stripper:il portare all'eccesso un certo lato della cultura americana (quello edonista) fino a farlo esplodere in una bolla di rabbioso nichilismo che spesso coincide con vite private devastate dall'abuso di droga e alcool e dai grandi squilibri emotivi,mostrando cosi' il vero mostro che si cela dietro l'apparente clima di festa.
Che questi temi fossero effettivamente vissuti autenticamente dai musicisti street è assodato,è sufficiente dare un'occhiata alle loro biografie.In particolare per chi voglia approfondire questo lato della cultura americana,consiglio vivamente la lettura di the dirt,la biografia dei motley crue,scritta in collaborazione con Neil Strauss.E' davvero uno dei migliori libri scritti sul rock.
Saluti.

[VIDEO] Rob Zombie - Living Dead Girl



Non ho mai amato molto lo Zombie musicista (mentre adoro quello regista),i suoi lavori hanno tutti un'ottimo immaginario a cui attingere e qualche buono spunto,ma risultano tutti caotici e non riescono a esprimere appieno il loro potenziale.Tutti tranne uno,Hellbilly Deluxe appunto.Il disco infatti è scanzonato e privo di pretese,dal sound vagamente industrial/elettronico,tamarro al punto giusto e con l'unico scopo di farci fare un giro nel luna park orrorifico costruito da Zombie: un luna park popolato da assassini,demoni,vecchi film in bianco e nero e sexy morte viventi,seppellite da poco.Fra tutti i brani ho scelto questo perchè oltre a essere fra i migliori del disco (insieme a Dragula),contiene i primi segnali del talento registico di Zombie e qualche indicazione del suo stile futuro: il video infatti è un omaggio a "il gabinetto del dr. caligari" uno dei film muti capolavoro dell'espressionismo tedesco targato 1920,in piena repubblica di Weimar.Tra l'altro è stato proprio questo video,ai tempi dell'adolescenza,a farmi scoprire la sopracitata pellicola.La protagonista del video è la futura moglie Sheri Moon Zombie,presente anche in tutti i film del regista (Interpreta Baby Firefly in "la casa dei mille corpi" e "la casa del diavolo" e la madre di Micheal Myers in "halloween the beginning").Che dire di altro? Nulla,se non enjoy! :)

[MUSICA] Alice Cooper - DaDa




ANNO DI PUBBLICAZIONE: 1983


Tracklist:


1.Dada


2.Enough's enough


3.Former Lee Warmer


4.No man's land


5.Dyslexia


6.Scarlet and Sheba


7.I love America


8.Fresh blood


9.Pass the gun around



Questo disco è il più strano della carriera di Alice Cooper.E' contemporaneamente molto distante e molto vicino alla sua figura e alla sua produzione passata.E' sicuramente il disco più tormentato della sua carriera,sia dal punto di vista professionale che umano.Nessuno dei brani qui proposti è mai stato suonato dal vivo.Ma procediamo con ordine.Inanzitutto un pò di storia: Alice usciva reduce da un doppio fallimento,sia professionale che umano: la sua svolta new wave,intrapresa dal 1980 con "flush the fashion" era stato un grande fiasco,sia a livello artistico che di vendite e il nostro era ricaduto nell'abisso dell'alcolismo.Sembrava che chi aveva fatto dei mostri la sua carriera e la sua estetica,fosse rimasto vittima dei suoi personali demoni.In questo contesto nasce "Dada",disco particolarissimo e disperato:particolarissimo perchè stravolge il sound di Cooper:vengono messe in sordine le chitarre e il tipico rock che aveva reso grande il nostro,gran parte del disco è stato composto utilizzando un CMJ Fairlight computer e gran parte delle batterie sono state realizzate a computer.Sia il titolo che la copertina dell'album sono un omaggio a Salvador Dali' (che aveva precedentemente omaggiato Alice).Della band originaria di Cooper è superstite solo Dick Wagner (sarà il suo ultimo album con lui) e il produttore Bob Ezrin (che è anche songwriter/performer).Sin dalla prima traccia si capisce che questo disco è differente dagli altri: un'inquietante strumentale a tastiere,con paziente e psicologo che parlano nel frattempo.La seconda canzone,"enough's enough" parte come scanzonato elettropop,per poi virare sul drammatico nel coro:vediamo che anche i testi sono cambiati,molto più scuri e personali degli album precedenti. (when my mother died,she laid in bed and cried/"i'm gonna miss you my little cowboy"/and i saw my father smile,a smile he tried to hide).Le poche chitarre presenti sono dei fraseggi e un assolo.Una buona canzone di partenza.Former Lee Warmer è un'inquietante brano quasi del tutto elettronico (la chitarra si limita a pochi arpeggi e un assolo) che parla di una famiglia che tiene segregato nell'attico il figlio ritardato e deforme Former Lee.Il testo ancora una volta è molto cupo,disturbante e privo dell'ironia che rese famoso Cooper.E' uno dei brani migliori del disco e la mano compositiva di Ezrin è molto presente con i suoi riferimenti più o meno classici.No man's land è uno scanzonato brano,guidato dalla chitarra,che parla in toni ironici e amari dello smarrimento e della confusione di un uomo affetto da personalità multiple costretto a lavorare come Babbo Natale in un centro commerciale e protagonista di un singolare incontro.Musicalmente richiama parecchio il sound di Alice negli anni '70,con un gran bel coro.Dyslexia è il pezzo più brutto del disco,l'unico che richiama i precedenti lavori new wave di Cooper e cerca di rilanciarlo come clown,come nel disco precedente "Zipper catches skin": terribile.Scarlet and Sheba è fra le canzoni migliori,dal gusto decisamente orientaleggiante: chitarre e tastiere si bilanciano perfettamente nel narrare la storia di due sorelle che hanno una storia con lo stesso uomo,rappresentando ciascuna un lato differente;una l'amore sensuale,l'altra la morte e la sofferenza.Wagner fà un ottimo lavoro alla chitarra,con un grande assolo.I love America è la composizione più scanzonata e ironica del disco:guidata da un semplice ma efficace riff di chitarra rappresenta un ritratto simpatico e divertente dello stereotipo dell'americano medio e di tutte le innumerevoli contraddizioni che distinguono gli USA.Fresh Blood è un bel funk che sà di anni '70,costruito su un efficace crescendo.Il tema trattato è quello dei vampiri,alla maniera del vecchio Cooper:lo scopo è intrattenere con una bella storia horror l'ascoltatore,e il brano ha successo grazie a una indovinata linea di basso e di tastiere.Pass the gun around è il brano migliore del disco e anche quello più autobiografico: la storia narrata è infatti quella di un alcolista disperato,vittima di un orribile doposbornia che desidera solo farla finita.Il brano è quasi intermente condotto dalle tastiere,tranne per qualche appena percepita ritmica e una STUPENDA parte strumentale di chitarra,forse la migliore di tutta la carriera di Wagner.Il pezzo comunica fin troppo bene la disperazione di cui Cooper era preda all'epoca.La chiusura è inquietante: un colpo secco di pistola e una bambina che dice semplicemente "dada" su una base elettronica.Il disco ovviamente fu un grande fiasco e passò in sordina:non fu mai organizzato neanche un tour.Cooper stesso dice di non ricordare quasi nulla delle session di registrazioni del disco e questo fa ben capire quanto poco fosse "di questo mondo" in quel periodo...tuttavia il disco è senza dubbio fra i migliori e fra quelli di più grande caratura artistica del nostro.Spesso gli incubi creano esistenze d'inferno ma arte paradisiaca...


[MUSICA] White Sister - Demo

Questi sono i demo per il terzo disco (mai pubblicato) di una band della prima metà degli anni '80 chiamata White Sister.Sembravano destinati a grandi cose,ma dopo due album e aver sfiorato il contratto con una major si sciolsero,come tantissime band.Tornarono poi come Tattoo Rodeo,se non erro.Il genere proposto è quel rock/metal anni '80 alla House of Lords,Angel,Giuffria (quest'ultimo anche produttore della band) melodico ma anche potente e vigoroso.Insomma se amate la lacca,le chitarre urlanti,il whisky e tutto il grande baraccone del rock losangelino anni '80 dovete darci un'ascoltata. :)Personalmente la mia traccia preferita è la seconda,con un grande coro molto alla AC/DC :)
Saluti. :)
Link:http://www.megaupload.com/?d=3JWEULB6

[MUSICA] Megadeth - Peace sells...but who's buying?



ANNO DI PUBBLICAZIONE: 1986


Tracklist:


1. Wake up dead


2. The Conjuring


3. Peace sells


4. Devil's island


5. Good mourning/Black Friday


6. Bad Omen


7. I ain't superstitious


8. My last words



Oggi parlerò di questo secondo (e seminale) dischetto di casa Megadeth.Il disco ha una grande importanza per la band in quanto ne consolida e matura lo stile già avviato con il debut "killing is my business...and business is good" a livello sia musicale che tematico.Infatti nonostante tutta la band sia ancora sotto pesante uso di droghe,il songwriting è decisamente più solido e maturo che nel debut,cosi' come la produzione (per ammissione dello stesso leader Mustaine metà dei soldi del budget del disco d'esordio vennero spesi in droghe) e anche l'esecuzione dei brani da parte della band.La voce di Mustaine è migliore e più matura (anche se mantiene quel timbro caratteristico che si ama od odia).Il sound è ancora sporco e violento,ma più preciso e efficace e anche a livello di songwriting assistiamo a uno sviluppo di certe intuizioni e di uno certo stile di comporre che diventerà tipico della band.I testi iniziano a mostrare un certo gusto apocalittico e paranoico,con una certa propensione per temi politici (si veda la copertina del disco,che ritrae un devastato palazzo dell'ONU o si legga il testo di "peace sells"),elementi già presenti ma ancora molto acerbi.A livello d'immagine appare per la prima volta la mascotte della band,Vic Rattlehead,in copertina con il look che avrà anche negli anni seguenti.Il punto della forza della band in questo stadio della sua carriera sta in brani violenti,diretti,efficaci e privi di compromessi che però non rinunciano a certe sottigliezze e certe influenze non appartenenti propiamente al mondo metal ma più vicine al mondo del blues o del jazz (e la cover di "i ain't superstitious" di Willie Dixon è li' a testimoniarlo).Il disco si apre molto bene con la diretta e trascinante "wake up dead",un brano potente ed energetico con un feeling disperato e allucinato di fondo.Prosegue poi con "the conjuring",un pezzo che parte in modo relativamente tranquillo,per poi diventare un'autentica mazzata nei denti.Si prosegue poi con la title track,composizione fondamentale e forse la più riuscita del disco: si apre con una bella linea di basso,prosegue con un riff semplice ma molto efficace e trascinante mentre Mustaine con la sua particolarissima voce (che si ama o si odia) ironicamente fà il verso al cosidetto "sistema" per poi improvvisamente a metà cambiare e diventare una cavalcata paranoica e ossessiva."Devil's island" è la classica sferzata metal che parla dell'altrettanto classico criminale condannato a morte;"good mourning/black friday" è il pezzo più lungo e complesso del disco,inizia con una tranquilla chitarra acustica arpeggiata di fondo con la chitarra solista sopra,che funge da introduzione al brano.Dopo il minaccioso "good morning" di Mustaine,il brano cambia tono e la chitarra acustica è sostituita da una marziale chitarra elettrica che scandisce un riff potente.Lo stesso arpeggio acustico viene poi ripetuto con l'elettrica.L'incubo poi esplode totalmente nella seconda parte del brano,"black friday" diventando un pezzo molto agressivo e veloce,un ottimo brano thrash.L'interpretazione del testo da parte di Mustaine è eccezionale,la parte del pazzo omicida gli riesce molto bene.Tutto il brano è comunque soggetto ad accelerazioni improvvise che aumentano l'adrenalina nell'ascoltatore."Bad omen" è l'episodio peggiore del disco,abbastanza anonima che non aggiunge o toglie nulla.La classica traccia da saltare.La cover di "I ain't superstitious" è molto interessante,in quanto la band riesce a far proprio il brano e portarlo in chiave metal senza però snaturarlo o renderlo banale.Il brano di chiusura "my last words" è un'altra eccellente cavalcata thrash che parte con una tranquilla chitarra acustica,per diventare poi un coinvolgente mid tempo e infine trasformarsi in una corsa folle e selvaggia.In definitiva un disco molto importante sia per la carriera dei Megadeth sia per la scena thrash metal in generale.Ora qualche breve curiosità...
-"Peace sells...but who's buying?" è il secondo disco della band.


-Esiste il video per il brano "wake up dead"


-Il disco è coprodotto da Mustaine e Randy Burns,che poi diventerà molto famoso in campo metal producendo anche i lavori dei Sepultura.


-Appare per la prima volta la forma completa della mascotte della band,Vic Rattlehead.


-Chris Poland e Gar Samuelson dopo il tour per il disco vennero cacciati dalla band per aver venduto dell'attrezzatura per comprarsi la droga e aver fatto delle telefonate erotiche alla ragazza di Mustaine (!).


ANNO DI PUBBLICAZIONE: 1992
Tracklist:

1. Wasted in America
2. Spit
3. Miss America
4. Cream
5. Yucca Man
6. Happy Hour
7. Tranquilizer
8. Time's Up
9. Don't Fuck With Me
10. Don't Be Afraid
11.Social Sidewinder
12. Evil Twin

Oggi mi dedicherò alla recensione di una piccola perla semi-sconosciuta sepolta dalle sabbie del tempo dello sleaze metal...il secondo platter dei Love/Hate,"Wasted in America".Già osservando la tanto bella quanto allucinata copertina (disegnata dal bassista nonchè autore di tutte le canzoni del disco,Skid) si capisce l'aria che tira: infatti vediamo infatti uno schizzatissimo ritratto di una strada di una qualsiasi città americana diventata nello sguardo allucinato e distorto dell'autore una vera e propria giungla,una macchina con un "to protect and serve" inciso ambiguamente assieme a il simbolo della pace risalente all'epoca dei figli dei fiori,delle strane creature antropomorfe che circondano una bizzarra creatura inginocchiata dalla testa simile a quella della medusa e un inquietante ghigno malefico stampato sulla faccia (simbolo probabilmente della civiltà americana),in alto a sinistra un sinistro cimitero e in alto una porta con sopra inciso "circus maximus" e con la scritta "love/hate".Lo show sta per cominciare!Lo stile della band è abbastanza originale e particolare,nonostante si possa inquadrare nel filone sleaze metal inaugurato da "appetite for destruction" dei Guns n' Roses,anche se spesso la band risulta più pesante di quest'ultima,essendo più vicina al metal che all'hard rock: infatti le strutture e le scelte melodiche delle canzoni sono abbastanza bizzarre e "acide",riuscendo cosi' a creare una propria singolarissima identità e distinguersi nella miriade di cloni della famosa band capitanata da Axl Rose.Elementi portanti del sound della band sono la stridula e graffiante voce del cantante Jizzy Pearl,i riffoni sleaze del chitarrista Jon E. Gold e le linee di basso di Skid.Il platter musicalmente segue ed espande la linea già tracciata dal predecessore,"Blackout in the red room".I testi del disco sono originali,nonostante trattino della solita triade sesso (tanto),droga (ancora di più) & rock n' roll.Infatti hanno una grossa vena ironica (si veda ad esempio l'inizio della title track "mama's in the kitchen/papa's on the porch/junior's downstairs in the basement passin' on freedom's torch),un qualcosa di fortemente allucinato,isterico e psicotico (si veda ad esempio il testo di Yucca Man o di Happy Hour) e in qualche modo sono autobiografici,descrivendo bene l'ambiente e la filosofia di una certa america all'alba degli anni '90 e riflettendo bene la profonda confusione e caos che la stessa band stava affrontando interiormente all'epoca (più informazioni nelle curiosità).Dopo questa lunga parentesi introduttiva,però secondo me necessaria a capire appieno il disco,passiamo al lato musicale (ovviamente il più importante!!).Il disco si apre con Wasted in America,uno fra i brani più melodici del disco,ma anche fra i più riusciti.Si apre con una bella melodia armonizzata di chitarra,per poi proseguire con un riffing accattivante che cresce per poi scoppiare nel coro.Cmq il brano riesce a rappresentare abbastanza bene anche lo stile originale della band,si vedano ad esempio le bizzarre melodie che interlacciano coro e versi.E' anche il primo singolo del disco.Il secondo brano,Spit,è più tirato e concede meno alla melodia.Dopo una breve intro infatti i riff di chitarra aggrediscono e mordono subito l'ascoltatore,lasciandogli un pò di respiro solo nel bridge.Ricorda vagamente gli episodi più violenti dei Guns n' Roses.Miss America è senza dubbio la composizione più standard e commerciale del disco (infatti mi chiedo come mai non sia stata usata come secondo singolo).La struttura è lineare e i riff sono accattivanti.Cream è uno dei brani più riusciti dell'opera,partendo con un azzeccato crescendo che ci porta dritti a un riff carico di tiro e groove per poi caricarsi nel coro.La voce isterica di Jizzy Pearl è azzeccatissima per il pezzo,dandogli una carica di isterismo in più che ben si adatta allo spirito della canzone.Il pezzo parla di una delle tante groupie ninfomani e schizzate che assaltavano la band ai tempi.Yucca Man è la composizione più breve e anche la più bizzarra del disco: guidata dal basso di Skid,dal testo psicotico e allucinato è relativamente tranquilla per poi imbastardirsi nel coro;anche in questo caso la voce di Jizzy è azzeccatissima. Happy Hour è uno dei brani più agressivi: l'atmosfera è allucinata,nevrotica e isterica.La costruzione è disomogenea e a tratti disorientante,con tutto un gioco di stop and go e cambi di tempo molto azzeccato.E' stato scelto come secondo singolo del disco anche se sinceramente mi domando il motivo visto che è fra i brani meno commercializzabili.Il testo si sposa molto bene con la musica,parlando con toni allucinati di uno dei tanti festini decadenti a cui la band ha partecipato.Tranquilizer si apre molto tranquillamente con una bella chitarra pulita e un assolo lento e melodico per poi diventare repentinamente una vera mazzata nei denti con un riffing intensissimo che lascia un poco di respiro solo nel coro e nel bridge.Ancora una volta,il tono tanto del testo quanto della musica è isterico,nevrotico e agressivo.Time's Up è un coinvolgente mid-tempo giocato tutto sul groove e sui trascinanti riff di chitarra.Don't Fuck With Me è la prima ballad del disco ed è un buon esempio dell'originalità del songwriting di Skid: la melodia portante è semplicissima ma non banale,lo svolgimento del brano va in crescendo senza tuttavia mai esplodere in un coro tanto trascinante quanto pacchiano (com'era solito per le band del tempo).la struttura della canzone è atipica e si discosta parecchio dalla solita power ballad,tanto in voga ai tempi.Nonostante questo però è uno dei pezzi che mi è piaciuto di meno.Don't Be Afraid è un'altra composizione molto breve e molto bizzarra e,come Yucca Man,è guidata dal basso di Skid.Tuttavia al contrario di Yucca Man questo brano è confuso,non porta da nessuna parte e l'interessante atmosfera dark e tenebrosa non è sufficiente a salvare la traccia.Social Sidewinder è la seconda ballad del platter.Come Don't Fuck With Me si discosta parecchio dallo standard delle power ballad riuscendo però ad essere un brano accattivante e trascinante.La canzone si apre con una breve melodia,i versi sono accompagnati da una leggera chitarrina acustica di sottofondo,che diventa elettrica nel coro.L'originalità del brano risiede ancora una volta nella struttura,in particolare con il post-coro (non saprei come meglio definirlo) con quei "you don't fit in",sottolineati dalla chitarra,ripetuti fino all'ossessione.Inoltre,come nella ballad precedente,non abbiamo cori pacchiani e trascinanti o melodie tanto melense e sdolcinate quanto scontate e banali.Il testo è forse l'unico "impegnato" del disco,senza tuttavia perdere quel qualcosa di allucinato/isterico/psicotico che tanto caratterizza la band.Evil Twin chiude il disco magnificamente,riavvicinandosi maggiormente alle sonorità classiche dell'hard rock/metal alla Guns n' Roses.La chitarra è serrata e trascinante,la struttura lineare.Il brano non avrebbe sfigurato sul disco di debutto della band,black out in the red room.Tirando le somme,l'originalità della band risiede principalmente nell'imbastardire e colorare un genere che all'epoca si era appiattito su numerose band clone come i Faster Pussycat (mentre oggi è proprio morto) con una vena,tanto nei testi quando nella musica,psicotica,isterica e allucinata.
E ora passiamo alle curiosità:
-"Wasted in America" è il secondo disco della band e l'ultimo sotto una major,la Columbia
-Dopo "Wasted in America" la band pubblicherà ancora tre dischi ("Let's Rumble","I'm Not Happy" e "Livin' Off Layla") prima dello scioglimento.Il disco uscito a nome della band nel 1999,"Let's Eat",in realtà è il primo disco solista di Jizzy Pearl,cantante della band.
-Tutta la discografia della band è scaricabile gratuitamente e legalmente dal sito ufficiale del gruppo.-Jizzy Pearl dopo i Love/Hate ha cantato anche negli L.A. Guns,nei Warrant e nel disco solista di Steven Adler,primo batterista dei Guns n' Roses.Ha pubblicato anche un disco solista a suo nome.
-Jizzy Pearl è anche scrittore a tempo perso e ha pubblicato a tiratura limitatissima (ora esaurita) tre libri,di cui uno autobiografico e due di racconti brevi.
-La band per evitare di essere cacciata dalla Columbia tentò un gesto estremo: Jizzy si legò volontariamente sulla scritta di Hollywood per attirare l'attenzione dei media sul gruppo.Il video dell'evento è disponibile sul sito di Jizzy Pearl su questa pagina.
-Una biografia completa della band,scritta da Jizzy Pearl,è gratuitamente disponibile sul sito ufficiale della band o sul sito di Jizzy Pearl.Consiglio a tutti la lettura per capire meglio lo spirito del gruppo e sopratutto lo stile di vita e la filosofia di una fetta di cultura americana nata nella seconda metà degli anni '80.
-Esistono i video per i due singoli tratti dal disco: Wasted in America e Happy Hour.

[MUSICA] Alice Cooper - The Last Temptation




ANNO DI PUBBLICAZIONE: 1994


Tracklist:



1. Sideshow


2. Nothing's Free


3. Lost in America


4. Bad Place Alone


5. You're My Temptation


6. Stolen Prayer


7. Unholy War


8. Lullaby


9. It's Me


10. Cleansed by Fire


Come prima recensione di questo blog,desidero portare la vostra attenzione su un disco di uno dei miei artisti preferiti: Alice Cooper. Ritengo il disco che recensirò la perfetta sintesi della lunga carriera di Alice,costituita da numerosi cambi di line-up,problemi d'alcolismo,scandali,provocazioni,teatralità,versaltilità e tanta ironia,sempre intelligente. Il disco in particolare costituisce un ottimo ponte fra i lavori più datati di Cooper,come "love it to death" e "welcome to my nightmare" e il periodo glam di "trash" ed "hey stoopid".Si tratta di un concept album (cioè di un album nel quale le canzoni sono legate da un filo conduttore narrativo e/o tematico) scritto in collaborazione con Neil Gaiman (fumettista/scrittore celebre per Sandman),portato anche in fumetto dallo stesso Gaiman,che tratta dei cambiamenti,dei dubbi,delle insurezze e delle contraddizioni tipiche dell'adolescenza.La storia prende palesemente spunto da un libro di Ray Bradbury,"il popolo dell'autunno" ("something wicked this way comes") e nonostante non brilli di sicuro per originalità,i testi contengono più di qualche spunto interessante.Musicalmente parlando il disco è un piccolo gioiello per vari motivi: la line-up stellare (con personaggi di tutto rispetto come Stef Burns,oggi chitarrista di Vasco Rossi (aimè) e il poliedrico tasterista Derek Sheridian),il songwriting asciutto ma non scarno,la varietà delle tracce,la teatralità della performance vocale di Cooper. Il disco si apre con "sideshow" che è subito la canzone manifesto del disco: infatti il brano si apre con una gustosa chitarra acustica dal gusto molto seventies per poi svilupparsi e aprirsi in un trascinante brano rock con il testo che parla di un misterioso,quanto affascinante,circo del divertimento contrapposto alla noia del quotidiano. I due brani seguenti,"nothing's free" e "lost in america" non si discostano tantissimo dalla formula adottata per il brano precedente e sono il primo un'oscura canzone dall'incedere tetro e marziale,il secondo un gradevole e non troppo impegnato singolo. La quarta canzone "bad place alone" è marcata dalle tastiere di Sheridian e ha uno svolgimento incalzante e trascinante.La quinta traccia è quella che maggiormente si ricollega al periodo glam e si nota principalmente per un bel coro. La sesta e la settima canzone ("stolen prayer" e "unholy war") sono scritte in collaborazione con Chris Cornell dei Soungarden (ospite anche su "stolen prayer")."stolen prayer" è la prima (riuscitissima) ballad del disco,"unholy war",invece,è al contrario il brano peggio riuscito del disco essendo noioso e rindondante. "Lullaby" ha i toni quasi di un'oscura filastrocca per bambini (notevole l'interpretazione di Cooper del mostro nell'armadio) e narra della lotta tutta interiore del protagonista tra il suo io passato e il suo io presente e futuro; "it's me" è una tanto dolce quando godibile ballad guidata dal mandolino di Burns (che regala anche un'assolo eccellente,molto semplice,lineare e melodico ma perfetto per la canzone) che tra l'altro è servita come secondo singolo del disco. Infine l'opera si conclude con la suite "cleansed by fire": un brano che si apre con una soffice e delicata chitarra acustica per poi svilupparsi gradualmente in una trascinante ed emozionante cavalcata attraverso la guerra interiore del nostro eroe per concludersi con la vittoria contro i propri demoni.Bella,inoltre,l'idea di racchiudere,nel finale,più parti delle canzoni precedenti e chiudere il disco con un secco suono di campana. Questo disco rappresenta la fine di questo tipo di rock semplice ma al contempo molto raffinato e curato per la band di Cooper in quanto le opere seguenti discosteranno molto da questo genere: prima con l'industrial (di "brutal planet" e "dragontown") poi con il garage rock sporco e rozzo (da "eyes of alice cooper" in poi). Per concludere,qualche curiosità riguardante "the last temptation":

-Alice presenziò al Dylan Dog Horror Fest per presentare il disco.

-Alice fu ospite da Costanzo per promuovere le tappe del tour in italia,riuscendo con un'eleganza unica,a rovesciare gli sfottò che Costanzo gli rivolgeva su Costanzo stesso.Guarda caso non fu mai più invitato...

-Il nome del protagonista,Steven,deriva dall'omonima canzone presente su "welcome to my nightmare" .

-L'idea del circo è copiata pari-pari a "il popolo dell'autunno" di Bradbury.

-Esistono i video dei due singoli del disco: "lost in america" e "it's me".

-Questo non è il primo fumetto in cui Alice appare come protagonista,infatti egli è protagonista anche di "tales from the inside" del 1978 per promuovere il disco,scritto in collaborazione con il paroliere di Elton John, "from the inside".