domenica 24 febbraio 2008

[PERSONAGGI] Al centro del ciclone - John Lilly



Ci sono uomini che nel corso della loro esistenza hanno avuto il coraggio di rompere dei confini,esplorare nuovi territori,solcare nuovi cieli.Nel caso del dr John Lilly,le frontiere attraversate sono molte,ma principalmente suo grande merito è di aver partecipato alla grande spedizione,molto attiva negli anni '60 e '70,nelle "terre invisibili" (citazione da "invisible landscapes" uno dei lavori di un altro folle esploratore,tale terence mckenna),precisamente quelle degli stati alterati di coscienza.
I contributi in tal senso sono stati numerosi: dall'invenzione della vasca della deprivazione sensoriale (dalla quale è stato anche tratto un film,"stati di allucinazione") allo studio della "programmazione e metaprogrammazione del bio-computer umano",agli effetti sulla psiche di LSD e Ketamina,il tutto filtrato da un pensiero molto interessante,a metà tra filosofia e scienza.Un attraversare la "porta senza porta",per citare un testo zen...
Il video che ho postato è una buona introduzione e uno sguardo su questo strano mondo che spero creerà in voi interesse.
L'unico libro tradotto in italia del buon john è "il centro del ciclone" (che consiglio vivamente).Per i coraggiosi che volessero leggere anche qualche opera in inglese consiglio: "programming and metaprogramming in the human bio-computer","the scientist","simulations of god".

martedì 12 febbraio 2008

[VIDEO] Things behind the sun



Nick Drake - Things behind the sun

Anche se il sole splende nel cielo,i suoi raggi possono essere anche venefici,malati,portatori di morte...lo sapeva bene Nick Drake,con questa sua canzone,un'urlo disperato (l'ultimo,prima della tragica morte) contro quel mondo esterno che vedeva come una minaccia,un covo di serpi e di ipocrisie.Un luogo dal quale fuggire e dal quale rifugiarsi nella musica e nell'arte.
Gemma del suo ultimo album,"pink moon",disco essenziale e minimalista ma traboccante di sentimento a volte dolce,più spesso amaro.L'ultimo sogno prima della grande notte che l'ha portato via per sempre.
Addio Nick,le leggende non muoiono mai...

sabato 9 febbraio 2008

Disclaimer

In generale non amo molto i blog.Anzi,il più delle volte mi irritano.Per parafrasare una tagliente opinione,diventata poi famosa,del grande Frank Zappa sui giornali musicali,spesso "sono scritti da persone che non sanno scrivere per gente che non sa leggere".Penso infatti che la rete dei blog non sia altro che un grande labirinto di specchi,dove ognuno specchia se stesso e urla,ritenendosi originale,senza capire che tutti stanno urlando.Una sorta di pseudo-individualismo di massa,dove tutti credono di essere qualcuno,ma in realtà è quel qualcuno,quello stereotipo,quella stessa identica immagine ad essere tutti.Bisogna però riconoscere che vi sono delle eccezioni,come Pronto alla resa,blog del mio conoscente telematico Roberto Recchioni,sceneggiatore di numerose testate fumettistiche come John Doe,Detective Dante,Diabolik e a breve anche Dylan Dog nonchè grande esperto di rock e cinema,oppure il blog di Scostumato che si ispira al tanto bravo e geniale quanto sconosciuto comico napoletano Gianfranco Marziano (a proposito,se lo trovate ancora,vi consiglio l'acquisto del libro di Marziano "il mio ragazzo è un genio,me l'ha detto lui" uscito nel 2004 per l'editore Ancora del Mediterraneo).
Comunque una domanda sarà ormai sorta spontanea in voi lettori e suonerà più o meno cosi': "E allora che stai scrivendo a fare,se non ti piacciono i blog? Non sarai mica un novello Andreotti sotto mentite spoglie?Un lurido squalo pronto a sbranare alle spalle?Un falso?Un venditore di fumo?E magari neanche tanto buono?".Niente di tutto questo,miei cari visitatori.
Utilizzerò questo spazio esclusivamente come un Dojo privato (se non sapete cos'è un Dojo cliccate qui) per parlare di ciò che amo,quindi mi dedicherò alle recensioni di libri,dischi,film ecc. con una regolarità assolutamente inesistente e dettata solo dal mio personalissimo umore.
Mi auguro che lo apprezziate...se cosi' non sarà,pazienza.Non lo ritengo un dramma.
Ma se invece riuscirete a gustare questo bizzarro show costituito di cinema di genere,improbabili dischi rock e astrusa filosofia...non posso che darvi il benvenuto con una frase di chi di spettacoli di sicuro se ne intende.I Kiss.

"You're in the psycho circus...and I say welcome to the show!"

NOTA: Questo blog nasce dal mio blog di Giovani.Ho quindi portato alcune recensioni e articoli che più mi piacevano anche qui.Buona permanenza. :)

[LETTERATURA] Hollywood Criminale - Diego Giuliani e Sabrina Ramacci




Hollywood,Hollywood,Hollywood...luogo mitico e glamour,casa di stelle del cinema,showgirls,registi e produttori.Un posto trasfigurato e reso leggenda esistente,meta di più pellegrinaggi della pietra nera di la Mecca o delle bianche sedi vaticane.
Ma vi siete mai domandati se tutti i sorrisi che vedete splendere li' siano autentici? Se il fascino del luogo somigliasse più a una perversa ma irresistibile musica di un pifferaio pazzo che al rassicurante canto dell'equilibrio e dell'armonia?Vi siete mai domandati del sottobosco di pazzi,gangster,spacciatori e squilibrati che,nascosto,popola e anima i vicoli bui di Hollywood? Vi siete mai chiesto se sotto le pietre della leggendaria Walk of Fame vi fossero sepolti dei cadaveri in putrefazione? Insomma...vi siete mai chiesto cosa ci sia dall'altra parte? Quale sia la vera faccia della bestia sotto i chili di make up e i lifting?
Se si',questo è un libro che fa per voi.E' una raccolta di misteri,più o meno risolti,celebri della hollywood "classica" che va dagli anni '20 fino a gli anni '70 (unica eccezione l'omicidio che vede protagonista il figlio di Marlon Brando).Una carellata dell'orrore dalla tragica fine di James Dean e degli altri protagonisti di "gioventu' bruciata",al misterioso suicidio di George Reeves,passando per il truce (e irrisolto) caso della Dalia Nera (che ispirò anche il genio di James Ellroy),il dubbio che permea la morte di Marylin Monroe e i suoi legami con la politica e il massacro dal fascino luciferino perpetrato dalla Family di Charles Manson (il cui faccione troneggia in copertina).
Lo stile è asciutto e giornalistico,espone tutte le varie diramazioni e ipotesi dei casi lasciando il più delle volte il lettore a trarre le sue conclusioni.
Il libro è relativamente breve e si legge molto in fretta...se dopo questo show vorrete saperne ancora di più del lato oscuro della mecca del cinema e dei demoni che la infestano,consiglio i due "hollywood babilonia" del grande Kenneth Anger.Alla prossima!

[VIDEO] The Cult - Rain



Ecco una canzone (assieme al relativo album,"love" ) che mi ha accompagnato per un periodo dolce/amaro (più amaro che dolce,a dire la verità) della mia adolescenza...scoprii il disco e la band quasi per caso,me lo consigliò una commessa bionda e carina di un negozio di dischi.Pian piano mi feci conquistare dalle atmosfere a metà fra il dark e la psichedelia che caratterizzavano l'album e raffiguravano bene le mie malinconie e paturnie (leggi: seghe mentali) adolescenziali.
Solo anni dopo scoprii l'amara verità sui Cult: i quattro darkettoni che amavano la pioggia ed erano tutti presi dagli spiriti degli antichi indiani e da storie di oscuri viandanti erano in realtà quattro amabilissime facce da culo,pronti al cambiamento più radicale al minimo soffio di vento: partiti con scarso successo come gruppo punk col nome di Souther Death Cult,cambiarono attitudine e nome rinominandosi Cult e dandosi ad atmosfere oscure e lisergiche.Appena però la moda del dark spari',si reinventarono come solare ed energica band rock di forte ispirazione ac/dciana per poi infine riciclarsi come band di alternativi/ribelli/incazzati/depressi con l'ondata grunge.Quest'ultimo passaggio però fu un fiasco clamoroso sia dal punto di vista artistico chee commerciale e segnò la parola "fine" per la band.So che recentemente hanno fatto una reunion e pubblicato alcuni dischi però non ho idea del loro valore.
Nonostante la coerenza degna di un parlamentare di FI,UDC,AN e compagnia (anche se forse sarebbe più appropriato dire "cosca") bella però,la musica (buona) rimane.E cosi' i ricordi...

[VIDEO] Wildside


Wildside - Hang on Lucy


Wildside - How many lies

Ecco a voi una delle tante grandi band street/sleaze metal annichilite sul nascere dal ciclone grunge: i Wildside.
Come voi stessi potete sentire,il sound è a metà fra Guns n' Roses (specialmente per la voce) e Motley Crue;la musica è composta dalle solite,ruffiane ma irresistibili grandi melodie,chitarre urlanti (in questo caso a metà fra Zakk Wylde e Paul Gilbert),batteria e basso tonanti e voce roca e potente.Dopo il debut under the influence nel 1992 la band pubblicherà solo un altro disco nel 1995,l'omonimo wildside,che scimmiotta malamente il grunge.La band si scioglie: il chitarrista Brent Woods va a suonare con Vince Neil (nel brutto carved in stone),il cantante Drew Hannah si dà al porno e nel 2002 ironicamente vince pure un premio per la miglior colonna sonora in un film per adulti.Gli altri spariscono nelle nebbie losangeline.Nel 2004 esce una raccolta di inediti (tra i quali spicca una bella cover dell'inedito dei Guns n Roses crash diet) e live,the wasted years.Poi il nulla.
Le tematiche trattate sono sempre le solite: sesso,droga,macchine veloci,la vita sul sunset strip,ballate strappalacrime che oscillano tra "sei l'amore della mia vita baby" e "perchè mi hai lasciato,brutta troia".Ma questo è uno dei motivi per i quali amo lo street,musica suonata da scimmie rabbiose e ubriache che cantano di whiskey,pistole,rose e stripper:il portare all'eccesso un certo lato della cultura americana (quello edonista) fino a farlo esplodere in una bolla di rabbioso nichilismo che spesso coincide con vite private devastate dall'abuso di droga e alcool e dai grandi squilibri emotivi,mostrando cosi' il vero mostro che si cela dietro l'apparente clima di festa.
Che questi temi fossero effettivamente vissuti autenticamente dai musicisti street è assodato,è sufficiente dare un'occhiata alle loro biografie.In particolare per chi voglia approfondire questo lato della cultura americana,consiglio vivamente la lettura di the dirt,la biografia dei motley crue,scritta in collaborazione con Neil Strauss.E' davvero uno dei migliori libri scritti sul rock.
Saluti.

[VIDEO] Rob Zombie - Living Dead Girl



Non ho mai amato molto lo Zombie musicista (mentre adoro quello regista),i suoi lavori hanno tutti un'ottimo immaginario a cui attingere e qualche buono spunto,ma risultano tutti caotici e non riescono a esprimere appieno il loro potenziale.Tutti tranne uno,Hellbilly Deluxe appunto.Il disco infatti è scanzonato e privo di pretese,dal sound vagamente industrial/elettronico,tamarro al punto giusto e con l'unico scopo di farci fare un giro nel luna park orrorifico costruito da Zombie: un luna park popolato da assassini,demoni,vecchi film in bianco e nero e sexy morte viventi,seppellite da poco.Fra tutti i brani ho scelto questo perchè oltre a essere fra i migliori del disco (insieme a Dragula),contiene i primi segnali del talento registico di Zombie e qualche indicazione del suo stile futuro: il video infatti è un omaggio a "il gabinetto del dr. caligari" uno dei film muti capolavoro dell'espressionismo tedesco targato 1920,in piena repubblica di Weimar.Tra l'altro è stato proprio questo video,ai tempi dell'adolescenza,a farmi scoprire la sopracitata pellicola.La protagonista del video è la futura moglie Sheri Moon Zombie,presente anche in tutti i film del regista (Interpreta Baby Firefly in "la casa dei mille corpi" e "la casa del diavolo" e la madre di Micheal Myers in "halloween the beginning").Che dire di altro? Nulla,se non enjoy! :)

[ROCK N ROLL NOIR] Sotto il segno di Helter Skelter: Dennis Wilson e Charles Manson

Lungo le mie peregrinazioni sulla rete,ho trovato quest'articolo,molto interessante,che getta un'ombra inquietante su uno dei gruppi più conosciuti del firmamento USA: i Beach Boys.Lo riporto qui.Enjoy!
Il più grande desiderio di Charles Manson era sempre stato quello di diventare una rock star. Molto tempo prima di formare la sua spaventosa Famiglia e stabilirsi, con essa, allo Spahn Movie Ranch, nella Simi Valley, vicino a Los Angeles, Charlie aveva trascorso un lungo periodo vagando per la California, come un menestrello, suonando la chitarra e scrivendo canzoni. Aveva passato più di metà della sua vita in prigione per aver commesso diversi reati (furto d'auto, falsificazione di assegni, favoreggiamento della prostituzione, furto con scasso), ma tutto questo non sembrava aver cambiato le sue ambizioni e i suoi progetti per il futuro.Quando incontrò, nel 1968, il ventitreenne Dennis Wilson, componente dei Beach Boys, le sue speranze di fare l'ingresso nel mondo dorato dello show business erano più che mai vive e urgenti. I due si incontrarono attraverso una serie bizzarra di circostanze, in un giorno della tarda primavera di quell'anno. Wilson aveva raccolto per strada due autostoppiste, Ella Jo Bailey e Patricia Kerwinkel. Entrambe, all'insaputa di Wilson, erano membri della Famiglia di Manson. In macchina Dennis disse loro di essere uno dei Beach Boys e, alla fine, le condusse nella sua casa sul Sunset Boulevard per mostrare loro la sua collezione di dischi d'oro. Wilson, come aveva sperato fin dall'inizio, finì con il fare del sesso con le due ragazze (un'esperienza che gli avrebbe lasciato, per ricordo, una gonorrea). Quando tornò a casa quella notte, dopo una session di registrazione in studio, Manson e gli altri membri della Famiglia erano lì ad aspettarlo, fumando marijuana, bevendo e frugando nel suo frigo alla ricerca di cibo. Rimasero con lui per quasi tutta l'estate, in quello che passò alla storia, successivamente, come il "periodo del Sunset Boulevard" della biografia di Manson.Dapprima Wilson sembrò felice della cosa. Con Manson come ospite le orge erano diventate una routine giornaliera e, per molti aspetti, il Beach Boy e Charlie nutrivano la stessa visione del mondo. In realtà Wilson rappresentava una facile vittima per la straripante e influente personalità di Manson. Sesso e droghe psichedeliche riempirono dunque quell'estate e Wilson, che conduceva un'esistenza piuttosto agiata, fu sempre ben disposto a pagare il conto di simili eccessi. Manson, tuttavia, vedeva in Wilson la chiave per poter finalmente soddisfare il suo desiderio più segreto: diventare una pop star. A quel tempo i Beach Boys erano ormai all'inizio del loro declino, a causa del fiasco del loro ultimo album, Smile, e del profondo cambiamento che si era verificato nel clima culturale. Tuttavia Wilson e i suoi compagni godevano ancora di buon credito presso la loro compagnia discografica, la Capitol, e questo aveva permesso loro di fondare una propria etichetta discografica, la Brother.Wilson, favorevolmente impressionato dalle canzoni di Charlie, si impegnò a registrarle. Presentò così Manson al resto del gruppo e, alla fine, gli mise a disposizione lo studio di registrazione del fratello Brian. Con l'aiuto del tecnico Stephen Despar, Manson incise una mezza dozzina di canzoni, quell'estate, che diventarono dei demo. I giudizi sulla qualità di quelle composizioni erano piuttosto discordanti ma, in generale, le riconoscevano come passabilmente discrete. Manson e Wilson speravano che il produttore Terry Melcher si interessasse all'affare e accettasse di intervenire in sede di produzione. Otto mesi più tardi, nella primavera del 1969, Melcher concesse a Charlie un'audizione che si rivelò però del tutto insoddisfacente, e interruppe così ogni sua collaborazione. In quel periodo i rapporti tra Wilson e Manson si erano già deteriorati.Verso la fine della precedente estate, infatti, la presenza di Charlie e dei suoi amici nella sua casa era diventata sempre più ingombrante e spiacevole. Ormai, il lato psicotico della personalità di Manson emergeva sempre più frequentemente e dava origine a episodi piuttosto sgradevoli: un giorno, mentre Dennis era assente, Manson cercò di violentare la sua ragazza, Croxey Adams, minacciandola con un coltello. Wilson, che aveva molta paura di Manson e non intendeva affrontarlo direttamente, scelse alla fine la soluzione più facile del problema: ruppe il contratto d'affitto e lasciò al proprietario della casa l'ingrato compito di cacciare Manson e i suoi. I guai di Wilson, però, non erano destinati a finire qui. Per molto tempo ancora Charlie gli stette alle costole, implorando un suo aiuto. Finché un giorno Wilson convinse i Beach Boys a registrare una delle sue canzoni per il loro nuovo album.La canzone scelta era Cease to Exist, ma il gruppo cambiò opportunamente i versi del ritornello in Cease to Resist e reintitolò il brano Never Learn Not to Love. Queste modifiche non preannunciate provocarono la collera di Manson, che vedeva offesa la propria dignità artistica, ma la canzone apparve sull'album 20/20 e anche come facciata B del singolo Bluebirds Over the Mountain, che andò al sessantunesimo posto della classifica (probabilmente la posizione più alta mai occupata da un assassino di massa). Questo fatto rappresentò, tuttavia, più che l'inizio, la fine della carriera di Manson come compositore. Nei mesi successivi Charlie iniziò a nutrire un odio sempre più crescente verso Melcher, colpevole ai suoi occhi di aver stroncato sul nascere una così brillante carriera. Mentre iniziava a progettare, nei minimi dettagli, la sua vendetta. Manson si immerse in ascolti sempre più ossessivi del White Album dei Beatles. Credeva, infatti, che il disco contenesse dei messaggi segreti a lui solo destinati e, in uno dei brani, l'ormai celebre Helter Skelter, scoprì lo spunto di una strategia di terrore psicologico da utilizzare con successo. Manson sapeva del recente trasloco di Melcher dalla casa di Cielo Drive ma, nonostante questo, diede il via alla sua personale campagna di terrore ai danni del produttore. Nel tardo pomeriggio del 9 agosto 1969, alcuni membri della Famiglia penetrarono nella casa e trucidarono selvaggiamente tutti i presenti: Sharon Tate, attrice e moglie del regista Roman Polanski, ormai alla fine della sua gravidanza, e i suoi amici Jay Sebring, Abigail Folger e Voytek Frykowski e il giovane Steven Parent.Per Manson questo fu l'inizio di un momento di gloria.Pochi mesi dopo il fatto venne arrestato e sottoposto a un processo largamente pubblicizzato e ripreso dai mass media. Ora era finalmente diventato, anche se in modo perverso, una pop star, mentre per le famiglie e per gli amici delle vittime tutto assomigliava a una tragedia senza senso. Per Melcher fu invece l'inizio di un lungo periodo di angoscia e paura. E per Dennis Wilson, infine, soltanto un altro squallido capitolo di una vita confusa. Dei tre fratelli Wilson, Dennis era quello di mezzo, separato di due anni da Brian e Carl. Era diventato la pecora nera della famiglia, un titolo che riuscì a conservare anche all'interno dei Beach Boys. Dopo la sua espulsione dal liceo. Dennis trovò nel gruppo un paradiso di soldi e successo. Era il solo vero surfer del gruppo e fu lui, durante le prime session di registrazione, a suggerire che il surf avrebbe rappresentato il loro passaporto per il successo. Aveva ragione, e i successivi guadagni si rivelarono enormi, grazie a un'impressionante serie di successi realizzati tra il 1963 e il 1966: I Get Around (1964). Help Me Rhonda (1965) e Good Vibrations (1966), tutti e tre numeri uno delle classifiche. Nonostante il successo, i problemi di Dennis continuarono. Probabilmente le radici del suo malessere erano molto profonde: il padre possedeva una personalità sadica. Dennis si sposò cinque volte, ma erano matrimoni seguiti, subito dopo, dal divorzio. Sviluppò nel corso degli anni una forte dipendenza da alcol, cocaina ed eroina. Della sua breve amicizia con Manson, Wilson non amava parlare, rifiutando ogni commento. Solo una volta, nel 1976, ebbe a dire: "Non voglio parlare di Manson. Penso soltanto che sia un fottuto malato. Penso a Roman e a quelle meravigliose persone che avevano una bella famiglia. Dovrei trarre un qualche vantaggio da tutto questo?"Per tutta la sua vita Wilson si rifiutò di sottoporsi a una cura per i suoi problemi. Il 28 dicembre 1983, mentre era in stato di ubriachezza, annegò mentre nuotava nelle acque gelide dell'Oceano, al largo di Marina del Rey, California.Aveva trentanove anni.Altamont, Helter Skelter, dune buggies e visioni dell'Apocalisse nella Valle della Morte. I fiori disseccati. La nera signora ha folti capelli, un medaglione pacifista appeso al collo, le nude costole a malapena nascoste da un gilet a motivi floreali. La Morte è in viaggio, sulle strade d'America...
© Stefano Marzorati 2003

[CINEMA] Hardware - I Robot non muoiono mai




Breve aggiornamento per questo simpatico filmetto targato 1989 di tale Richard Stanley.E chi è direte voi? Domanda comprensibilissima visto che il signore in questione ha realizzato solo due film: Hardware e Dust Devil (tradotto qua in italia come "indemoniata" bah),entrambi caratterizzati da una forte vena visionaria e apocalittica.Il motivo che mi ha spinto a visionare questa pellicola è a dir poco puerile;da qualche parte su internet avevo infatti letto che il cantante dei Fields of the Nephilim,Carl Mccoy,ci faceva una comparsata (il regista aveva girato i loro videoclip).Il film è di difficilissima reperibilità in quanto non esiste ancora una versione in dvd e non penso sia mai stato trasmesso in televisione.La trama in breve comunque è questa: in un futuro post-apocalittico,dove la terra è gran parte deserto,molti uomini per sopravvivere affrontano le radiazioni dei deserti radioattivi al fine di recuperare oggetti e poterli rivendere;uno di questi trova per caso la testa di un androide che vende a un suo collega.Quest'ultimo la regala alla sua ragazza.Ovviamente c'è un inghippo sotto,altrimenti il film durerebbe dieci minuti e sarebbe alquanto noioso: la testa di tale androide infatti è di un prototipo militare,il temibile Mark 13,capace di rigenerarsi e creato con uno solo scopo: uccidere...Come potete vedere,niente di nuovo sotto il sole.Quello che però rende il film degno di una visione è appunto la vena visionaria e l'atmosfera apocalittica resa in maniera convincente dal regista: il colore predominante è il rosso e in tutta la pellicola aleggia un'aria di mistero e di desolazione.La prima metà del film scorre molto bene,la seconda un pò meno in quanto vi sono delle parti un pò "pacchiane",che risentono del passare degli anni e sembrano uscite da un videoclip;all'epoca indubbiamente portavano una certa innovazione e originalità,oggi di meno.Bella anche la colonna sonora: fra le altre cose troviamo brani di Ministry,Iggy Pop e Public Image Ltd.Se vi piace il cyberpunk la visione è consigliata,cosi' come se vi piacciono i Fields of the Nephilim (l'immaginario sia di Hardware che di Dust Devil ha più di una somiglianza con l'immaginario mistico-visionario-horror della band).Il film dovrebbe essere tratto da un fumetto americano,tale 2000 AD ma non avendolo mai letto nè sentito non posso fare un raffronto tra le due opere.Per i curiosi: Nel film Lemmy dei Motorhead fa una comparsata nel ruolo di tassista.

[MUSICA] Alice Cooper - DaDa




ANNO DI PUBBLICAZIONE: 1983


Tracklist:


1.Dada


2.Enough's enough


3.Former Lee Warmer


4.No man's land


5.Dyslexia


6.Scarlet and Sheba


7.I love America


8.Fresh blood


9.Pass the gun around



Questo disco è il più strano della carriera di Alice Cooper.E' contemporaneamente molto distante e molto vicino alla sua figura e alla sua produzione passata.E' sicuramente il disco più tormentato della sua carriera,sia dal punto di vista professionale che umano.Nessuno dei brani qui proposti è mai stato suonato dal vivo.Ma procediamo con ordine.Inanzitutto un pò di storia: Alice usciva reduce da un doppio fallimento,sia professionale che umano: la sua svolta new wave,intrapresa dal 1980 con "flush the fashion" era stato un grande fiasco,sia a livello artistico che di vendite e il nostro era ricaduto nell'abisso dell'alcolismo.Sembrava che chi aveva fatto dei mostri la sua carriera e la sua estetica,fosse rimasto vittima dei suoi personali demoni.In questo contesto nasce "Dada",disco particolarissimo e disperato:particolarissimo perchè stravolge il sound di Cooper:vengono messe in sordine le chitarre e il tipico rock che aveva reso grande il nostro,gran parte del disco è stato composto utilizzando un CMJ Fairlight computer e gran parte delle batterie sono state realizzate a computer.Sia il titolo che la copertina dell'album sono un omaggio a Salvador Dali' (che aveva precedentemente omaggiato Alice).Della band originaria di Cooper è superstite solo Dick Wagner (sarà il suo ultimo album con lui) e il produttore Bob Ezrin (che è anche songwriter/performer).Sin dalla prima traccia si capisce che questo disco è differente dagli altri: un'inquietante strumentale a tastiere,con paziente e psicologo che parlano nel frattempo.La seconda canzone,"enough's enough" parte come scanzonato elettropop,per poi virare sul drammatico nel coro:vediamo che anche i testi sono cambiati,molto più scuri e personali degli album precedenti. (when my mother died,she laid in bed and cried/"i'm gonna miss you my little cowboy"/and i saw my father smile,a smile he tried to hide).Le poche chitarre presenti sono dei fraseggi e un assolo.Una buona canzone di partenza.Former Lee Warmer è un'inquietante brano quasi del tutto elettronico (la chitarra si limita a pochi arpeggi e un assolo) che parla di una famiglia che tiene segregato nell'attico il figlio ritardato e deforme Former Lee.Il testo ancora una volta è molto cupo,disturbante e privo dell'ironia che rese famoso Cooper.E' uno dei brani migliori del disco e la mano compositiva di Ezrin è molto presente con i suoi riferimenti più o meno classici.No man's land è uno scanzonato brano,guidato dalla chitarra,che parla in toni ironici e amari dello smarrimento e della confusione di un uomo affetto da personalità multiple costretto a lavorare come Babbo Natale in un centro commerciale e protagonista di un singolare incontro.Musicalmente richiama parecchio il sound di Alice negli anni '70,con un gran bel coro.Dyslexia è il pezzo più brutto del disco,l'unico che richiama i precedenti lavori new wave di Cooper e cerca di rilanciarlo come clown,come nel disco precedente "Zipper catches skin": terribile.Scarlet and Sheba è fra le canzoni migliori,dal gusto decisamente orientaleggiante: chitarre e tastiere si bilanciano perfettamente nel narrare la storia di due sorelle che hanno una storia con lo stesso uomo,rappresentando ciascuna un lato differente;una l'amore sensuale,l'altra la morte e la sofferenza.Wagner fà un ottimo lavoro alla chitarra,con un grande assolo.I love America è la composizione più scanzonata e ironica del disco:guidata da un semplice ma efficace riff di chitarra rappresenta un ritratto simpatico e divertente dello stereotipo dell'americano medio e di tutte le innumerevoli contraddizioni che distinguono gli USA.Fresh Blood è un bel funk che sà di anni '70,costruito su un efficace crescendo.Il tema trattato è quello dei vampiri,alla maniera del vecchio Cooper:lo scopo è intrattenere con una bella storia horror l'ascoltatore,e il brano ha successo grazie a una indovinata linea di basso e di tastiere.Pass the gun around è il brano migliore del disco e anche quello più autobiografico: la storia narrata è infatti quella di un alcolista disperato,vittima di un orribile doposbornia che desidera solo farla finita.Il brano è quasi intermente condotto dalle tastiere,tranne per qualche appena percepita ritmica e una STUPENDA parte strumentale di chitarra,forse la migliore di tutta la carriera di Wagner.Il pezzo comunica fin troppo bene la disperazione di cui Cooper era preda all'epoca.La chiusura è inquietante: un colpo secco di pistola e una bambina che dice semplicemente "dada" su una base elettronica.Il disco ovviamente fu un grande fiasco e passò in sordina:non fu mai organizzato neanche un tour.Cooper stesso dice di non ricordare quasi nulla delle session di registrazioni del disco e questo fa ben capire quanto poco fosse "di questo mondo" in quel periodo...tuttavia il disco è senza dubbio fra i migliori e fra quelli di più grande caratura artistica del nostro.Spesso gli incubi creano esistenze d'inferno ma arte paradisiaca...


[CINEMA] Halloween - The Beginning

Rob Zombie con la sua terza pellicola affronta uno dei mostri sacri del cinema horror,quell'Halloween di John Carpenter che,nel remoto 1978,apri' nuove porte per il genere orrorifico inaugurando in particolare il filone degli slasher movies (i film dove uno psicopatico si diverte a uccidere a gran numero adolescenti,per buttarla sull'ironia),filone che presenterà poi altre figure di culto per il mondo dell'horror (Jason Voorhes da Venerdi' 13 e Freddy Krueger da Nightmare in particolare).La pellicola di Zombie non si può definire un remake in quanto dell'originale sopravvive solo l'idea principale del film di Carpenter (il male assoluto) e poche scene.Zombie intelligentemente ha capito che rifare uno slasher movie oggi come si faceva vent'anni fa non avrebbe senso e ne risulterebbe una pellicola noiosa e superata;cosi' decide di mostrare ampiamente il contesto che ha generato il killer di casa Myers mostrandoci una società in pezzi e decadente (il padre di Micheal è un ubriacone,la madre una spogliarellista) attraverso l'immaginario psichedelico/grottesco che è tipico del regista fin da quando egli era ancora la voce dei White Zombie e non si era ancora dedicato alla magia del grande schermo.Zombie ci accompagna anche nella mente di Myers mostrando squarci dei 15 anni passati in detenzione presso l'ospedale psichiatrico e della terapia seguita col dottor Loomis (qui un bravissimo e a tratti inquietante Malcom McDowell,l'Alex di Arancia Meccanica),riuscendo efficacemente a dare una fotografia dell'orrore assoluto della mente del killer.La seconda parte segue le vicende narrate estensivamente nella pellicola originale:Zombie però lo fa con il suo personalissimo stile e la sua estetica: le morti sono molto più truculente,non mancano citazioni dei vecchi classici in bianco e nero dell'orrore (appaiono spezzoni di "la cosa dell'altro mondo","house on the haunted hill" e "ho camminato con uno zombie") da sempre passione del regista (vedere il video di "living dead girl" ispirato a "il gabinetto del dr caligari"),l'atmosfera vira dall'estrema violenza a cenni di psichedelia,la colonna sonora è costituita da massicce canzoni del rock settantiano (ho riconosciuto brani dei Nazareth,di Alice Cooper,di Iggy Pop e dei Kiss nel corso dela pellicola).Anche i fatti cardine del film di carpenter vengono stravolti (si veda ad esempio il finale) e riletti in maniera personale ed efficace da Zombie (veramente azzeccato il già citato finale).Insomma Zombie con una rilettura davvero riuscita del classico carpenteriano riesce a ottenere un altro successo.
Voto: 7,5/8

[MUSICA] White Sister - Demo

Questi sono i demo per il terzo disco (mai pubblicato) di una band della prima metà degli anni '80 chiamata White Sister.Sembravano destinati a grandi cose,ma dopo due album e aver sfiorato il contratto con una major si sciolsero,come tantissime band.Tornarono poi come Tattoo Rodeo,se non erro.Il genere proposto è quel rock/metal anni '80 alla House of Lords,Angel,Giuffria (quest'ultimo anche produttore della band) melodico ma anche potente e vigoroso.Insomma se amate la lacca,le chitarre urlanti,il whisky e tutto il grande baraccone del rock losangelino anni '80 dovete darci un'ascoltata. :)Personalmente la mia traccia preferita è la seconda,con un grande coro molto alla AC/DC :)
Saluti. :)
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[LETTERATURA] Dellamorte Dellamore - Tiziano Sclavi




Presso il grande pubblico,Tiziano Sclavi è conosciuto come "l'autore di Dylan Dog".Pochi conoscono la sua attività di scrittore.Grave errore.Oggi parlerò del suo romanzo più "famoso" (sempre se questa parola sia adatta a descrivere un libro fuori stampa da anni e conosciuto da pochissimi),Dellamorte Dellamore,da cui è stato anche tratto l'omonimo (bel) film di Michele Soavi (sconosciuto quasi come il libro).Il libro parla di Francesco Dellamorte e della sua abitudinaria vita presso il piccolo paese di Buffalora (realmente esistente) come custode del cimitero locale.Una vita di routine,dicevamo,a parte per un curioso e singolare fatto: dopo una settimana dalla sepoltura i morti tornano a vivere.Perchè?Ed è un fenomeno isolato?Francesco non se ne preoccupa...da buon professionista non si pone domande,agisce.E agisce nel più deciso dei modi: uccidendo nuovamente i morti e riseppellendoli in gran segreto.Nonostante le premesse apparentemente banali su cui la vicenda è costruita,lo sviluppo che quest'ultima prenderà sono tutt'altro che banali..e non faticheranno a cogliere la vostra attenzione e il vostro cuore.La prima cosa che colpisce del romanzo è lo stile narrativo adottato da Sclavi.La vicenda è scritta infatti in tutto e per tutto come una sceneggiatura di un film.Nonostante questa curiosa scelta,l'impatto emotivo sul lettore non è diminuito,anzi il romanzo colpisce proprio per questo aspetto: infatti viene ritratta con toni a volte dolci,a volte amari,contemporaneamente romantici e grotteschi,disperati e ironici,la paradossale tela dell' "orrore del quotidiano",che diventerà poi tema ricorrente della narrativa sclaviana (sia su romanzo che su fumetto).Uno dei temi fondamentali dell'opera è la disillusione: il protagonista Francesco vive le varie vicende che si trova ad affrontare con una notevole dose di distacco e disincanto,non conta quanti orribili esse siano,raggiungendo anche punte di mostruosità (per non anticipare nulla,dico solo il "mettersi avanti con il lavoro").Tuttavia non prova un'ansia metafisica o una vera e propria disperazione di fronte a tutto ciò:anzi anche quando Francesco si troverà di fronte al Nulla vero e proprio manterrà il suo aplomb.Questo sentimento è espresso,come si diceva sopra,in maniera romantica,ironica,malinconica...un pò come essere soli sul ciglio dell'abisso,scrutarlo e a occhi socchiusi,cantare una malinconica canzone.Mi piace associare quest'immagine. :)Altro tema toccato dall'opera è l'amore,anche questo trattato con una abbondante dose di romanticismo catacombale e malinconico e molta disillusione,come le tre "lei" del romanzo,sempre inseguite e mai davvero raggiunte,ben disegnano.Infine altro argomento chiave è l'inutilità e l'assurdità di tutte le cose,tema che echeggia lungo tutto il romanzo ma trova sua piena espressione nel finale.In definitiva consiglio a tutti la lettura di questo romanzo,che dimostra le ampie capacità di Sclavi in ambito narrativo.Un romanzo davvero denso di emozioni,onirico,psichedelico,dolcissimo e tragico.Ad arricchire il romanzo (almeno nella mia vecchissima edizione) ci sono anche dei bei disegni di Angelo Stano,uno per capitolo.Giusto una curiosità:per sottolineare bene le differenze tra Francesco Dellamorte e Dylan Dog,Sclavi sceneggiò una storia particolare,"orrore nero",dove i due personaggi si incontrano,anche se brevemente.

[MUSICA] Megadeth - Peace sells...but who's buying?



ANNO DI PUBBLICAZIONE: 1986


Tracklist:


1. Wake up dead


2. The Conjuring


3. Peace sells


4. Devil's island


5. Good mourning/Black Friday


6. Bad Omen


7. I ain't superstitious


8. My last words



Oggi parlerò di questo secondo (e seminale) dischetto di casa Megadeth.Il disco ha una grande importanza per la band in quanto ne consolida e matura lo stile già avviato con il debut "killing is my business...and business is good" a livello sia musicale che tematico.Infatti nonostante tutta la band sia ancora sotto pesante uso di droghe,il songwriting è decisamente più solido e maturo che nel debut,cosi' come la produzione (per ammissione dello stesso leader Mustaine metà dei soldi del budget del disco d'esordio vennero spesi in droghe) e anche l'esecuzione dei brani da parte della band.La voce di Mustaine è migliore e più matura (anche se mantiene quel timbro caratteristico che si ama od odia).Il sound è ancora sporco e violento,ma più preciso e efficace e anche a livello di songwriting assistiamo a uno sviluppo di certe intuizioni e di uno certo stile di comporre che diventerà tipico della band.I testi iniziano a mostrare un certo gusto apocalittico e paranoico,con una certa propensione per temi politici (si veda la copertina del disco,che ritrae un devastato palazzo dell'ONU o si legga il testo di "peace sells"),elementi già presenti ma ancora molto acerbi.A livello d'immagine appare per la prima volta la mascotte della band,Vic Rattlehead,in copertina con il look che avrà anche negli anni seguenti.Il punto della forza della band in questo stadio della sua carriera sta in brani violenti,diretti,efficaci e privi di compromessi che però non rinunciano a certe sottigliezze e certe influenze non appartenenti propiamente al mondo metal ma più vicine al mondo del blues o del jazz (e la cover di "i ain't superstitious" di Willie Dixon è li' a testimoniarlo).Il disco si apre molto bene con la diretta e trascinante "wake up dead",un brano potente ed energetico con un feeling disperato e allucinato di fondo.Prosegue poi con "the conjuring",un pezzo che parte in modo relativamente tranquillo,per poi diventare un'autentica mazzata nei denti.Si prosegue poi con la title track,composizione fondamentale e forse la più riuscita del disco: si apre con una bella linea di basso,prosegue con un riff semplice ma molto efficace e trascinante mentre Mustaine con la sua particolarissima voce (che si ama o si odia) ironicamente fà il verso al cosidetto "sistema" per poi improvvisamente a metà cambiare e diventare una cavalcata paranoica e ossessiva."Devil's island" è la classica sferzata metal che parla dell'altrettanto classico criminale condannato a morte;"good mourning/black friday" è il pezzo più lungo e complesso del disco,inizia con una tranquilla chitarra acustica arpeggiata di fondo con la chitarra solista sopra,che funge da introduzione al brano.Dopo il minaccioso "good morning" di Mustaine,il brano cambia tono e la chitarra acustica è sostituita da una marziale chitarra elettrica che scandisce un riff potente.Lo stesso arpeggio acustico viene poi ripetuto con l'elettrica.L'incubo poi esplode totalmente nella seconda parte del brano,"black friday" diventando un pezzo molto agressivo e veloce,un ottimo brano thrash.L'interpretazione del testo da parte di Mustaine è eccezionale,la parte del pazzo omicida gli riesce molto bene.Tutto il brano è comunque soggetto ad accelerazioni improvvise che aumentano l'adrenalina nell'ascoltatore."Bad omen" è l'episodio peggiore del disco,abbastanza anonima che non aggiunge o toglie nulla.La classica traccia da saltare.La cover di "I ain't superstitious" è molto interessante,in quanto la band riesce a far proprio il brano e portarlo in chiave metal senza però snaturarlo o renderlo banale.Il brano di chiusura "my last words" è un'altra eccellente cavalcata thrash che parte con una tranquilla chitarra acustica,per diventare poi un coinvolgente mid tempo e infine trasformarsi in una corsa folle e selvaggia.In definitiva un disco molto importante sia per la carriera dei Megadeth sia per la scena thrash metal in generale.Ora qualche breve curiosità...
-"Peace sells...but who's buying?" è il secondo disco della band.


-Esiste il video per il brano "wake up dead"


-Il disco è coprodotto da Mustaine e Randy Burns,che poi diventerà molto famoso in campo metal producendo anche i lavori dei Sepultura.


-Appare per la prima volta la forma completa della mascotte della band,Vic Rattlehead.


-Chris Poland e Gar Samuelson dopo il tour per il disco vennero cacciati dalla band per aver venduto dell'attrezzatura per comprarsi la droga e aver fatto delle telefonate erotiche alla ragazza di Mustaine (!).


ANNO DI PUBBLICAZIONE: 1992
Tracklist:

1. Wasted in America
2. Spit
3. Miss America
4. Cream
5. Yucca Man
6. Happy Hour
7. Tranquilizer
8. Time's Up
9. Don't Fuck With Me
10. Don't Be Afraid
11.Social Sidewinder
12. Evil Twin

Oggi mi dedicherò alla recensione di una piccola perla semi-sconosciuta sepolta dalle sabbie del tempo dello sleaze metal...il secondo platter dei Love/Hate,"Wasted in America".Già osservando la tanto bella quanto allucinata copertina (disegnata dal bassista nonchè autore di tutte le canzoni del disco,Skid) si capisce l'aria che tira: infatti vediamo infatti uno schizzatissimo ritratto di una strada di una qualsiasi città americana diventata nello sguardo allucinato e distorto dell'autore una vera e propria giungla,una macchina con un "to protect and serve" inciso ambiguamente assieme a il simbolo della pace risalente all'epoca dei figli dei fiori,delle strane creature antropomorfe che circondano una bizzarra creatura inginocchiata dalla testa simile a quella della medusa e un inquietante ghigno malefico stampato sulla faccia (simbolo probabilmente della civiltà americana),in alto a sinistra un sinistro cimitero e in alto una porta con sopra inciso "circus maximus" e con la scritta "love/hate".Lo show sta per cominciare!Lo stile della band è abbastanza originale e particolare,nonostante si possa inquadrare nel filone sleaze metal inaugurato da "appetite for destruction" dei Guns n' Roses,anche se spesso la band risulta più pesante di quest'ultima,essendo più vicina al metal che all'hard rock: infatti le strutture e le scelte melodiche delle canzoni sono abbastanza bizzarre e "acide",riuscendo cosi' a creare una propria singolarissima identità e distinguersi nella miriade di cloni della famosa band capitanata da Axl Rose.Elementi portanti del sound della band sono la stridula e graffiante voce del cantante Jizzy Pearl,i riffoni sleaze del chitarrista Jon E. Gold e le linee di basso di Skid.Il platter musicalmente segue ed espande la linea già tracciata dal predecessore,"Blackout in the red room".I testi del disco sono originali,nonostante trattino della solita triade sesso (tanto),droga (ancora di più) & rock n' roll.Infatti hanno una grossa vena ironica (si veda ad esempio l'inizio della title track "mama's in the kitchen/papa's on the porch/junior's downstairs in the basement passin' on freedom's torch),un qualcosa di fortemente allucinato,isterico e psicotico (si veda ad esempio il testo di Yucca Man o di Happy Hour) e in qualche modo sono autobiografici,descrivendo bene l'ambiente e la filosofia di una certa america all'alba degli anni '90 e riflettendo bene la profonda confusione e caos che la stessa band stava affrontando interiormente all'epoca (più informazioni nelle curiosità).Dopo questa lunga parentesi introduttiva,però secondo me necessaria a capire appieno il disco,passiamo al lato musicale (ovviamente il più importante!!).Il disco si apre con Wasted in America,uno fra i brani più melodici del disco,ma anche fra i più riusciti.Si apre con una bella melodia armonizzata di chitarra,per poi proseguire con un riffing accattivante che cresce per poi scoppiare nel coro.Cmq il brano riesce a rappresentare abbastanza bene anche lo stile originale della band,si vedano ad esempio le bizzarre melodie che interlacciano coro e versi.E' anche il primo singolo del disco.Il secondo brano,Spit,è più tirato e concede meno alla melodia.Dopo una breve intro infatti i riff di chitarra aggrediscono e mordono subito l'ascoltatore,lasciandogli un pò di respiro solo nel bridge.Ricorda vagamente gli episodi più violenti dei Guns n' Roses.Miss America è senza dubbio la composizione più standard e commerciale del disco (infatti mi chiedo come mai non sia stata usata come secondo singolo).La struttura è lineare e i riff sono accattivanti.Cream è uno dei brani più riusciti dell'opera,partendo con un azzeccato crescendo che ci porta dritti a un riff carico di tiro e groove per poi caricarsi nel coro.La voce isterica di Jizzy Pearl è azzeccatissima per il pezzo,dandogli una carica di isterismo in più che ben si adatta allo spirito della canzone.Il pezzo parla di una delle tante groupie ninfomani e schizzate che assaltavano la band ai tempi.Yucca Man è la composizione più breve e anche la più bizzarra del disco: guidata dal basso di Skid,dal testo psicotico e allucinato è relativamente tranquilla per poi imbastardirsi nel coro;anche in questo caso la voce di Jizzy è azzeccatissima. Happy Hour è uno dei brani più agressivi: l'atmosfera è allucinata,nevrotica e isterica.La costruzione è disomogenea e a tratti disorientante,con tutto un gioco di stop and go e cambi di tempo molto azzeccato.E' stato scelto come secondo singolo del disco anche se sinceramente mi domando il motivo visto che è fra i brani meno commercializzabili.Il testo si sposa molto bene con la musica,parlando con toni allucinati di uno dei tanti festini decadenti a cui la band ha partecipato.Tranquilizer si apre molto tranquillamente con una bella chitarra pulita e un assolo lento e melodico per poi diventare repentinamente una vera mazzata nei denti con un riffing intensissimo che lascia un poco di respiro solo nel coro e nel bridge.Ancora una volta,il tono tanto del testo quanto della musica è isterico,nevrotico e agressivo.Time's Up è un coinvolgente mid-tempo giocato tutto sul groove e sui trascinanti riff di chitarra.Don't Fuck With Me è la prima ballad del disco ed è un buon esempio dell'originalità del songwriting di Skid: la melodia portante è semplicissima ma non banale,lo svolgimento del brano va in crescendo senza tuttavia mai esplodere in un coro tanto trascinante quanto pacchiano (com'era solito per le band del tempo).la struttura della canzone è atipica e si discosta parecchio dalla solita power ballad,tanto in voga ai tempi.Nonostante questo però è uno dei pezzi che mi è piaciuto di meno.Don't Be Afraid è un'altra composizione molto breve e molto bizzarra e,come Yucca Man,è guidata dal basso di Skid.Tuttavia al contrario di Yucca Man questo brano è confuso,non porta da nessuna parte e l'interessante atmosfera dark e tenebrosa non è sufficiente a salvare la traccia.Social Sidewinder è la seconda ballad del platter.Come Don't Fuck With Me si discosta parecchio dallo standard delle power ballad riuscendo però ad essere un brano accattivante e trascinante.La canzone si apre con una breve melodia,i versi sono accompagnati da una leggera chitarrina acustica di sottofondo,che diventa elettrica nel coro.L'originalità del brano risiede ancora una volta nella struttura,in particolare con il post-coro (non saprei come meglio definirlo) con quei "you don't fit in",sottolineati dalla chitarra,ripetuti fino all'ossessione.Inoltre,come nella ballad precedente,non abbiamo cori pacchiani e trascinanti o melodie tanto melense e sdolcinate quanto scontate e banali.Il testo è forse l'unico "impegnato" del disco,senza tuttavia perdere quel qualcosa di allucinato/isterico/psicotico che tanto caratterizza la band.Evil Twin chiude il disco magnificamente,riavvicinandosi maggiormente alle sonorità classiche dell'hard rock/metal alla Guns n' Roses.La chitarra è serrata e trascinante,la struttura lineare.Il brano non avrebbe sfigurato sul disco di debutto della band,black out in the red room.Tirando le somme,l'originalità della band risiede principalmente nell'imbastardire e colorare un genere che all'epoca si era appiattito su numerose band clone come i Faster Pussycat (mentre oggi è proprio morto) con una vena,tanto nei testi quando nella musica,psicotica,isterica e allucinata.
E ora passiamo alle curiosità:
-"Wasted in America" è il secondo disco della band e l'ultimo sotto una major,la Columbia
-Dopo "Wasted in America" la band pubblicherà ancora tre dischi ("Let's Rumble","I'm Not Happy" e "Livin' Off Layla") prima dello scioglimento.Il disco uscito a nome della band nel 1999,"Let's Eat",in realtà è il primo disco solista di Jizzy Pearl,cantante della band.
-Tutta la discografia della band è scaricabile gratuitamente e legalmente dal sito ufficiale del gruppo.-Jizzy Pearl dopo i Love/Hate ha cantato anche negli L.A. Guns,nei Warrant e nel disco solista di Steven Adler,primo batterista dei Guns n' Roses.Ha pubblicato anche un disco solista a suo nome.
-Jizzy Pearl è anche scrittore a tempo perso e ha pubblicato a tiratura limitatissima (ora esaurita) tre libri,di cui uno autobiografico e due di racconti brevi.
-La band per evitare di essere cacciata dalla Columbia tentò un gesto estremo: Jizzy si legò volontariamente sulla scritta di Hollywood per attirare l'attenzione dei media sul gruppo.Il video dell'evento è disponibile sul sito di Jizzy Pearl su questa pagina.
-Una biografia completa della band,scritta da Jizzy Pearl,è gratuitamente disponibile sul sito ufficiale della band o sul sito di Jizzy Pearl.Consiglio a tutti la lettura per capire meglio lo spirito del gruppo e sopratutto lo stile di vita e la filosofia di una fetta di cultura americana nata nella seconda metà degli anni '80.
-Esistono i video per i due singoli tratti dal disco: Wasted in America e Happy Hour.

[MUSICA] Alice Cooper - The Last Temptation




ANNO DI PUBBLICAZIONE: 1994


Tracklist:



1. Sideshow


2. Nothing's Free


3. Lost in America


4. Bad Place Alone


5. You're My Temptation


6. Stolen Prayer


7. Unholy War


8. Lullaby


9. It's Me


10. Cleansed by Fire


Come prima recensione di questo blog,desidero portare la vostra attenzione su un disco di uno dei miei artisti preferiti: Alice Cooper. Ritengo il disco che recensirò la perfetta sintesi della lunga carriera di Alice,costituita da numerosi cambi di line-up,problemi d'alcolismo,scandali,provocazioni,teatralità,versaltilità e tanta ironia,sempre intelligente. Il disco in particolare costituisce un ottimo ponte fra i lavori più datati di Cooper,come "love it to death" e "welcome to my nightmare" e il periodo glam di "trash" ed "hey stoopid".Si tratta di un concept album (cioè di un album nel quale le canzoni sono legate da un filo conduttore narrativo e/o tematico) scritto in collaborazione con Neil Gaiman (fumettista/scrittore celebre per Sandman),portato anche in fumetto dallo stesso Gaiman,che tratta dei cambiamenti,dei dubbi,delle insurezze e delle contraddizioni tipiche dell'adolescenza.La storia prende palesemente spunto da un libro di Ray Bradbury,"il popolo dell'autunno" ("something wicked this way comes") e nonostante non brilli di sicuro per originalità,i testi contengono più di qualche spunto interessante.Musicalmente parlando il disco è un piccolo gioiello per vari motivi: la line-up stellare (con personaggi di tutto rispetto come Stef Burns,oggi chitarrista di Vasco Rossi (aimè) e il poliedrico tasterista Derek Sheridian),il songwriting asciutto ma non scarno,la varietà delle tracce,la teatralità della performance vocale di Cooper. Il disco si apre con "sideshow" che è subito la canzone manifesto del disco: infatti il brano si apre con una gustosa chitarra acustica dal gusto molto seventies per poi svilupparsi e aprirsi in un trascinante brano rock con il testo che parla di un misterioso,quanto affascinante,circo del divertimento contrapposto alla noia del quotidiano. I due brani seguenti,"nothing's free" e "lost in america" non si discostano tantissimo dalla formula adottata per il brano precedente e sono il primo un'oscura canzone dall'incedere tetro e marziale,il secondo un gradevole e non troppo impegnato singolo. La quarta canzone "bad place alone" è marcata dalle tastiere di Sheridian e ha uno svolgimento incalzante e trascinante.La quinta traccia è quella che maggiormente si ricollega al periodo glam e si nota principalmente per un bel coro. La sesta e la settima canzone ("stolen prayer" e "unholy war") sono scritte in collaborazione con Chris Cornell dei Soungarden (ospite anche su "stolen prayer")."stolen prayer" è la prima (riuscitissima) ballad del disco,"unholy war",invece,è al contrario il brano peggio riuscito del disco essendo noioso e rindondante. "Lullaby" ha i toni quasi di un'oscura filastrocca per bambini (notevole l'interpretazione di Cooper del mostro nell'armadio) e narra della lotta tutta interiore del protagonista tra il suo io passato e il suo io presente e futuro; "it's me" è una tanto dolce quando godibile ballad guidata dal mandolino di Burns (che regala anche un'assolo eccellente,molto semplice,lineare e melodico ma perfetto per la canzone) che tra l'altro è servita come secondo singolo del disco. Infine l'opera si conclude con la suite "cleansed by fire": un brano che si apre con una soffice e delicata chitarra acustica per poi svilupparsi gradualmente in una trascinante ed emozionante cavalcata attraverso la guerra interiore del nostro eroe per concludersi con la vittoria contro i propri demoni.Bella,inoltre,l'idea di racchiudere,nel finale,più parti delle canzoni precedenti e chiudere il disco con un secco suono di campana. Questo disco rappresenta la fine di questo tipo di rock semplice ma al contempo molto raffinato e curato per la band di Cooper in quanto le opere seguenti discosteranno molto da questo genere: prima con l'industrial (di "brutal planet" e "dragontown") poi con il garage rock sporco e rozzo (da "eyes of alice cooper" in poi). Per concludere,qualche curiosità riguardante "the last temptation":

-Alice presenziò al Dylan Dog Horror Fest per presentare il disco.

-Alice fu ospite da Costanzo per promuovere le tappe del tour in italia,riuscendo con un'eleganza unica,a rovesciare gli sfottò che Costanzo gli rivolgeva su Costanzo stesso.Guarda caso non fu mai più invitato...

-Il nome del protagonista,Steven,deriva dall'omonima canzone presente su "welcome to my nightmare" .

-L'idea del circo è copiata pari-pari a "il popolo dell'autunno" di Bradbury.

-Esistono i video dei due singoli del disco: "lost in america" e "it's me".

-Questo non è il primo fumetto in cui Alice appare come protagonista,infatti egli è protagonista anche di "tales from the inside" del 1978 per promuovere il disco,scritto in collaborazione con il paroliere di Elton John, "from the inside".